
Francesca Cavedoni
Psicologa ad orientamento Cognitivo Comportamentale
Esperta in Analisi Comportamentale Applicata
"Il problema non è il problema,
il problema è il tuo atteggiamento verso il problema.
Comprendi?"
(Jack Sparrow)

Chi sono
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Sono una Psicologa a orientamento cognitivo comportamentale iscritta all'Albo degli Psicologi del Piemonte dal 19/12/2018 sezione A, n°8837.
Ho terminato il percorso di specializzazione presso la Scuola Quadriennale di Psicoterapia Cognitivo Comportamentale (Istituto Watson).
Ho conseguito la Laurea in Psicologia Clinica: salute e interventi nella comunità presso l'Università di Torino, con una tesi di ricerca sui Siblings di fratelli e sorelle con ipoacusia bilaterale profonda.
Dopo la laurea magistrale, ho svolto un anno di tirocinio professionalizzante presso il Centro Autismo e Sindrome di Asperger (C.A.S.A) dell'Asl CN1, durante il quale ho potuto approfondire i processi di valutazione diagnostica e di intervento rivolti a bambini e ragazzi con disturbo dello spettro dell'autismo.
Nel 2019 ho concluso un Master di II livello in Analisi del comportamento (A.B.A): teoria e pratica nel trattamento dei disturbi dello spettro dell'autismo.
Precedentemente ho concluso un Master di I livello in Psicomotricità e Tecniche a Mediazione Corporea, con iscrizione alla Società Italiana di Neuro-Psicomotricità (SINP).
Attualmente collaboro con associazioni, centri diurni e residenziali offrendo consulenza in favore di bambini, adolescenti e adulti con disturbo dello spettro dell'autismo.
Svolgo inoltre percorsi finalizzati al benessere psicologico in favore di minori e adulti presso il mio studio privato sito in Villanova Mondovì. Nello specifico mi occupo del trattamento di disturbi d'ansia, disturbi ossessivi compulsivi, disturbi dell'umore, percorsi sull'autostima, difficoltà relazionali e di regolazione delle emozioni.
Servizi di sostegno psicologico



Servizi di sostegno psicologico

Consulenze ABA
Stesura e monitoraggio mensile di progetti educativi individualizzati rivolti a bambini, adolescenti e adulti con disturbo dello spettro dell'autismo secondo i principi dell'analisi del comportamento applicata.
Il progetto educativo prevede un primo momento di conoscenza e valutazione diretta e indiretta, per individuare i punti di forza della persona e le abilità da insegnare, consolidare o generalizzare.
Il progetto educativo è stilato sulla base delle esigenze e degli interessi della persona e in accordo con la famiglia e ha come obiettivo la modifica di comportamenti disfunzionali e lo sviluppo di abilità comportamentali, comunicative, sociali e cognitive.
Supporto psicologico per l'età evolutiva
I nostri pensieri influenzano continuamente il nostro agire e il nostro sentire; i nostri comportamenti modificano quotidianamente i nostri pensieri e sentimenti; le nostre emozioni avvolgono facilmente il nostro pensare e il nostro modo di comportarci.
Un'attenzione particolare a questi tre piani dell'essere umano e al loro modo di comunicare permette di accompagnare il bambino per mano durante la sua crescita, creando uno sviluppo armonioso ed un bagaglio di risorse tale da supportarlo nei momenti di difficoltà.


Supporto psicologico per l'età adulta
Veniamo dalla nostra storia, dal nostro passato, dall'insieme di persone che abbiamo incontrato.
Siamo il risultato delle nostre esperienze, delle nostre abitudini, dei nostri successi e insuccessi e degli insegnamenti ricevuti.
E' questo che determina il nostro modo di guardare e interpretare l'ambiente che ci circonda.
Quindi dove andiamo? La cosa bella è non potere rispondere a questa domanda.
Ogni giorno, a qualsiasi età, ci è data la possibilità di scegliere se cambiare il nostro modo di affrontare la vita, il nostro modo di pensare e sentire quello che ci accade.
Tutto quel che serve è un'emozione, il desiderio di farlo. Insieme definiremo una meta e cercheremo i remi e la corrente più adatti per navigare nella direzione desiderata.
Formazione e Parent training
“Nel cervello del bambino, ma anche in quello dell’adulto, convivono due universi: il cervello emotivo e quello razionale.
Entrambi tendono a funzionare in modo indipendente e quando sperimentiamo un’emozione molto intensa è quasi impossibile controllarli. Sono come cavalli imbizzarriti che né l’insegnante né il genitore, né tantomeno il bambino, sono in grado di calmare. Il motivo per cui l’empatia è uno strumento così potente è perché una risposta empatica scatena un effetto meraviglioso nel cervello di chi la riceve. Il cervello razionale e il cervello emotivo entrano in sintonia, con un effetto calmante sul cervello emotivo.
Questo succede perché le risposte empatiche attivano una delle regioni che hanno funzione di ponte tra i due mondi. Una regione localizzata in un punto strategico tra il cervello emotivo e quello razionale, nascosta in una piega profonda a cui si può accedere solo separando i lobi temporale, parietale e frontale.

Questa regione isolata tra i due mondi è nota come “insula”. [...] Per aiutarlo a calmarsi, a ragionare, la migliore strategia è abbracciarlo e proporgli una riflessione empatica che neutralizzi l’intensità delle emozioni: un commento che metta in comunicazione i due mondi, permettendo al cervello razionale del bambino di placare le proprie emozioni, o almeno di
ascoltare le parole dei genitori” (Bilbao, 2017).
